Prince Livio Odescalchi and the Academy of Arcadia

Printer-friendly versionPrinter-friendly version

Il Principe Livio Odescalchi concede ai membri dell'Arcadia Nuova di Roma, di poter svolgere le proprie riunioni ed Accademie nella sua villa fuori Porta del Popolo, 21 settembre 1711.

Noi Livio Odescalco per la grazia di Dio Duca del Sirmio, e di Bracciano.

Desiderando Noi per quanto ci sia possibile promuovere l'avanzamento delle scienze, ed arti liberali, e specialmente della Poetica, ed Oratoria in quest'alma città di Roma, seguendo in ciò il glorioso esempio, che alla giornata ne porge la Santità di Nostro Signore Papa Clemente XI felicemente regnante, quindi è che avendoci diversi illustri, ed eruditi Signori Pastori Arcadi per mezzo del Signor Nostro Gaetano Ramoni richiesto che dovessimo stabilire il luogo perpetuo da poter recitare la loro Academia, con esibire a noi, e nostri successori il Custodiato perpetuo della loro Arcadia, obligandosi ancora spontaneamente, e di loro libera, e determinata volontà, senza essere in ciò da Noi stimolati, e ricercati, per atto d'ossequio, e di gratitudine come più ampiamente si disporrà nell'Istromento da farsi, di presentare in ogn'anno a riaprimento d'Arcadia un mazzo di fiori, ed una composizione poetica, come anche a capo di ciascun lustro, o sia Olimpiade celebrare nel medesimo sito una solenne Academia Letteraria in lode del sommo Pontefice Innocenzo XI di santa, e gloriosa memoria ed amando altresì Noi che li sudetti studj Letterarj vengano fomentati ed accaloriti dalle commode recite ed adunanze d'uomini d'insigne Letteratura, ed in simili, siccome in ogn'altra scienza eruditi, ed avvanzati per maggiormente stabilire la professione delle più segnalate virtù, ed aumentarla perpetuamente con profitto universale di chi quelle coltiva e di chi sarà per coltivarle in avvenire. Pertanto essendosi da Noi accettato il suddetto Custodiato perpetuo d'Arcadia, quale per mezzo nostro, per quanto ci sarà possibile, intendiamo difendere, e stabilire, con il presente chirografo da valere come pubblico, e giurato istromento da Noi sottoscritto, abbiamo determinato, e fermamente stabilito, come di fatto determiniamo, e stabiliamo di donare irrevocabilmente un sito per perpetuo commodo delle recite della Academia alli Signori Nostri Francesco Lorenzini nostro Vicario, e Gaetano Ramoni uno delli nostri sottocustodi d'Arcadia, ed a tutti quei Pastori Arcadi, che con la Nostra approvazione saranno aggregati, e che successivamente dalla suddetta Adunanza d'Arcadia, della quale noi siamo il Custode, legitimamente s'ammetteranno in perpetuo. Qual sito sarà situato dentro la nostra villa di Porta Flaminia, detta oggi del Popolo, con il circuito da stabilirsi in appresso, riserbando a Noi come a Custode l'utile dominio del suddetto sito per ridurlo ad uso della recita di detta Academia, con farvi tutte quelle opere, commodi, ed ornamenti, che vi abbisognano e che non si potrebbero con li soli frutti del suddetto utile dominio ridurre a perfezione, e sostenere intendendo che non debba servirsi detto sito agli accennati Signori Arcadi ad altro, che al solo uso della recità della Academia, ed accettando da essi Signori Arcadi tutti gli oblighi da essi, e fra essi a riflesso della presente nostra donazione stabiliti, e principalmente il suddetto Custodiato perpetuo in persona di Noi, e nostri Successori con l'efficace obligo, e promessa di non venire in alcun tempo ad elezione d'altro Custode, et in caso d'inosservanza, che il sito come sopra donato ipso facto, et ipso juri ritorni a noi, e nostri eredi e successori, proibendo ancora che nel suddetto sito si faccia fabrica alcuna o altr'atto benché ad uso dell'Academia senza nostra licenza con riserbarci la Facoltà di poter trasportare la suddetta Academia altrove in sito di maggior nostra soddisfazione con le medesime condizioni di sopra espresse. Qual presente donazione, come più ampiamente esporremo nell'Istromento da farsi salve le sopraddette riserve, e condizioni promettiamo attendere o mantenere, averla rata, valida e ferma, e non rivocarla, né farla rivocare da' nostri eredi, e successori sotto qualsivoglia causa, rinunziando a tutte, e singole leggi,  statuti che dispongono a favore di chi dona, delle quali, e loro importanza dichiaramo averne piena notizia e promettiamo non servirci mai in alcun tempo. Volendo ancora che tutti li nostri eredi, e successori siano in perpetuo astretti, ed obligati all'osservanza di tutte, e singole cose di sopra promesse, et al perpetuo mantenimento del suddetto sito, e suoi commodi, ed ornamenti che in avvenire vi saranno posti, o fabricati, e se per alcun accidente il suddetto sito fosse alli sudetti Signori Arcadi ritolto, o in qualsivoglia altra guisa si riducesse a stato di non poter più servire all'uso destinato d'Academia debbano mantenerli, e difenderli nel pacifico possesso del suddetto sito, e respettivamente ristorarlo, o surrogarne, a equivalente con tutte le qualità sopraddette e commodi a tal suo necessari al che mancando li suddetti nostri Eredi e Successori, vogliamo, ed intendiamo, che adesso per all'ora s'intendano aver decaduto dalla nostra eredità e successione, e come se mai non fossero stati da noi istituiti, o sostituiti. Non intendendo però che con la presente donazione abbiano acquistato alcun titolo, diritto, o azione altra gli Arcadi, ancorché dello stesso titolo d'Arcadia eretta, e radunata in Roma o in altro luogo, dichiarando ancora di donare il suddetto sito come sopra alli Signori Nostri Francesco Lorenzini Nostro Vicario, e Gaetano nostro Sottocustode, et a tutti quei Pastori Arcadi, che con la nostra approvazione saranno aggregati, e che saranno successivamente dalla suddetta radunanza d'Arcadia della quale noi siamo il Custode, ammessi, in quanto costituiscono corpo d'Arcadia solamente con l'insegna pura della Siringa, senz'altra aggiunta di titolo, o d'insegna, et in caso di controversia del suddetto titolo nudo, e semplice, e della suddetta insegna, intendiamo noi per l'obligo che ce ne porge il Custodiato, per quanto ci sarà possibile in Roma, ed altrove difendere, e stabilire. E finalmente dichiaramo che se bene alli osservanza di tutto ciò che si contiene nel presente chirografo abbiamo astretti tutti li nostri eredi, e successori in infinito ad istituirsi, e sostituirsi nel nostro ultimo testamento, nientedimeno la nomina del futuro Custode la riserbiamo anzi, in modo tale che il successore, e successori, per quello appartiene all'osservanza della presente nostra donazione sia, e siano gl'eredi da istituirsi, e sostituirsi come sopra, et all'incontro il successore nella Custodia s'intenda esser quello, che a tal'effetto sarà da noi, e nostri eredi, e successori specificamente nominato. In testimonio di che abbiamo sottoscritto il presente chirografo di nostra propria mano e munito del nostro Ducal sigillo Dato nel nostro Ducal Palazzo di Bracciano. Questo di ventuno settembre Mille settecento undici.


Transcription edited by Roberto Fiorentini