Il cardinale Ferdinando al granduca Francesco I

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Roma, 6 settembre 1585

Med. 5092, n° 77 (cc. 190r- 191v), firma autografa

//c. 190r//

Il particolare di Mantalcino fu trattato a punto conforme al tenore della lettera di Vostra Altezza come avverrà sempre in tutto quel che per le mie mani passi con l’ordine di lei, fuor del quale creda pur anco, ch’io non posi mai bocca nelle cose simili di costà, et hora lo farò tanto meno, stimando ogni dì più, che così convenga, et sia espediente per ogni respetto. Nel negotio d’Altopasso ho fatto sempre la parte, che si è voluta da me, da chi ne tiene ordine da Vostra Altezza la quale può credere, che sendo stato motivo mio, io ci operi volentieri. Et de beni di Vecchiano queste parole, che Vostra Altezza me ne scrive sono le prime, che n’ho sentite mai, delle quali anco non resto capace, perché non so, che cosa sia, come pare che Vostra Altezza presuponga.
Il Re Cristianissimo [1] faceva instanza, che Sua Santità lassasse tornare l’ambasciatore a suoi piedi, et che dopo questo si levasse, se ella non ce lo volesse, et Sua Santità per Horatio Rucellai ha fatto rispondere, che senza chiederli perdono del fatto non era conveniente, che ci venisse, né ella lo admetterebbe, et che vedendo, che questo non conveniva alla dignità di Sua Maestà non vuole consentirlo, ma più tosto l’esortava di mandare altri, et in questo stato è il negotio, che praticato per buone mani potria forse havere buon fine, stante massime le pretensioni de Franzesi, le quali forse non per altro più restano //c. 190v// pendenti, ma pare duro a ogn’uno, che havendo pur troppo innanzi proceduto il papa fin’hora, passi più oltre ancora, rispondendo come fà, et volendo curare la dignità del Re, più ch’il Re stesso, che si contenta che l’ambasciatore domandi perdono a Sua Santità et dio voglia, che non sia troppo.
Nazaret [2] ha havuto luogo in Consulta, ma ordinario et commune et non principale, come vorriano questi suoi.
Delle cose del signor Paolo [3] parlammo Cesi [4], et io giuntamente con Sua Santità la quale ci udì volentieri, et si mostrò pronta all’effetto, pur che si trovasse modo da far, che non apparisse fatto da lei in vendetta etc. Con questo andiamo pensando a homini conscii o sicarii da mettere allo stretto, et bene in breve accozaremo tanto che bastarà alla nostra intentione et scriveremo a Vostra Altezza quando sarà tempo, quel che habbia da fare. Gran fondamento di questa pratica sarà quel Morazano [5] suo sicario, il quale par che stia per andarsene a trovare il signor Paolo, et forse per cotesta via, come più sicura. Qua gli è tesa la trappola per haverlo a man salva, et non metterlo in fuga, in che non possiamo fidarci di quelli ministri, ma in evento, che pur non succedesse, saria bene, che costà fusse tenuto, et posto al buio nel passare suo, con pretesto //c. 191r//  che lo chiedesse Sua Santità alla quale poi si potria mandare, et Vostra Altezza per ogni caso potrà ordinare, che così seguisse.
Fra gl’altri che nelle galere di Vostra Altezza si trovano condennati dal mio luogotenente di Castel della Pieve vi è Flaminio Honofrio relegato a mio beneplacito, al quale havendo fatto gratia questi dì passati, par che venga per esecutione risposto come Vostra Altezza vedrà per l’alligato memoriale, al quale non farò altra replica, perché non credo, che sia di mente sua, ma la supplico di comandare, che sia espedito qual  pover’homo conforme all’ordine mio, che bene harò obligo.
 Sendomi venuto alli orecchi, che qua si traduceva in spagnolo la capitulazione fra il Re Cattolico [6] e Vostra Altezza sopra lo Stato di Siena, ho fatto sì che n’ho avuto copia, et saputo, che si fa d’ordine del governatore di Porthercole [7], il quale, penetrando più oltre, trovo havere scritto a Ferrante Torres [8], che di grani, che in quei luoghi vanno da Montalto, fa Vostra Altezza pagar tre giuli et mezo per moggio, o rubbio, et ch’egli disegna non tolerarlo,  et brava, che mandasse nel passo cinquanta archibusieri per sforzar quelli gabellieri, et  >…a< interromperli così il possesso della gabella. Se sia questo //c. 191v//  il fine di cotal traduttione, o pur lo faccia egli per andarne meglio informato, et capace in Spagna, per potere con più fondamento trattare delle cose del suo carico, o se habbia altra mira, io non lo so, ma ho bene voluto che sappia Vostra Altezza tutto questo per sua notitia, dicendole che la cosa passa secreta, ma chi ha havuta questa cura, ha dato in persona che pratica con homo di mia casa, col quale s’è aperto, et così l’ho saputo, et n’harò copia.
Il papa già sei giorni sta con un poco di flusso, ma leggieri che non gl’impedisce audienze, né attione alcuna, et pur hoggi ha voluto del mio bezaar per pigliarne una presa, et non dovrà havere altro. Et io con questo bacio la mano a Vostra Altezza.
Di Roma li vj di settembre M.D.LXXXV.


5. Sicario coinvolto nell’omicidio di Francesco Peretti.
7. Nello Stato dei Presidi, appartenente alla Corona spagnola.
8. Ministro plenipotenziario del Regno di Napoli a Roma.
a Et è espunto