Il cardinale Ferdinando al granduca Francesco I, a Firenze

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Roma, 26 aprile 1586

Med. 5092, n° 121 (c. 324rv), firma autografa

//c. 324r//

Alla lettera di Vostra Altezza de’ 19 responsiva poco più mi accade, se non pregare Dio che le faccia profittevole alla salute quanto richiede col servitio di casa nostra il molto desiderio mio particolare la purga che ella haveva cominciata. Il Buonfigliolo [1] è fuora di Castello, ma però prova tuttavia li frutti dell’odio, in che si pose governando, da quali non par possibile di ripararlo se bene alla fine dovranno finire li suoi travagli con poco più o manco. Luigi [2] mi dice d’essere espedito, et volersi partire fra due giorni, però havendo io communicato con esso molti particolari, gli lasso alla sua relatione. Don Lelio Orsino mi dice essere vero, che il signor Paolo [3] haveva destinato quattro cavalli a monsignor della Ciappella [4] et che voleva supplire inviandoli di qua tre poledri et un cavallo fatto, ma che quello et questo non gli parvero mai cosa a proposito, et che non di meno glieli mandava a Padova, et pare che fussero ritenuti a Scarperia, et ritirati in dietro. Se sono quelli che si ritenerò per mio avviso, meglio saprà Vostra Altezza che cosa siano, che non lo so io, che non posso dire, se non che a Bracciano non è cavallo né poledro, che io non mi vergognassi di mandarli, et però (così stimando la miglior resolutione) se alcuno de suoi verrà qua, gli farò mostrare la stalla, et gli darò la scelta, ma non vorrò già mandare attorno questa mercantia, perché veramente non saria per riuscire a gran lunga a quel che  può aspettare di qua.
Quel che di Goritia mi scriva il vescovo Bertinoro lo vedrà Vostra Altezza dall’inclusa sua, la quale io le mando, perché trattando di cosa pendente da sua resolutione, possa deliberare come le piace, non lassando però di dirle, che la grande inclinatione, che et il re di Polonia [5], et il cardinale Batori [6] mostrano alle cose nostre, et la dichiaratione fatta di volerci favorire qua in ogni occasione, pare che possino meritare anco maggiore dimostratione di questa che ne viene proposta per confirmarli, et che io sarei per sentire molto piacere di vederla accettata da lei.  Dal cardinale Salviati [7] intendo che viene raccomandato //c. 324v// a Vostra Altezza Manente Buondelmonte per Quarantotto, et che a suo favore oltra l’intercessione di Sua Signoria Illustrissima faccia anco l’essere il più vecchio della famiglia, et capace per altre considerationi. Però, pregato, non posso lassar di raccomandarglielo ancor io. Come parimenti le raccomando Tommaso di Simone Strozi che le domanda il Camarlingato della parte, o il sotto proveditore delle Farine certificandola, che vorrò essere a parte dell’obligo d’ogni gratia che le piaccia farli.
Prego parimente Vostra Altezza di farsi leggere l’incluso memoriale del cavaliere Sotii perugino, et quando in esso con l’informatione che può havere del resto, trovi (come pare che vi si scorga) qualità degna della gratia che egli pretende, sia servita di mostrarglisene benigna, che glieno haverò obligo Et le bacio la mano.
Di Roma xxvj di aprile M.D.LXXXVJ.


4. Jouvenel de La Chapelle des Ursins.
5. Stefano I Báthory.